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lunedì 6 giugno 2011

La ribellione degli Incas e la guerra Civile tra gli Spagnoli


LA RIBELLIONE DEGLI INCAS

E LA GUERRA CIVILE FRA GLI SPAGNOLI


Pizarro invia Almagro a Quito, poi, dopo aver mandato in avanscoperta il fratello Gonzalo, si reca sulla costa dove il 18 gennaio del 1535 fonda la città De los Reyes (Lima) eni pressi della foce del fiume Rimac.

Nel frattempo il re di Spagna aveva diviso il Tahuantinsuyo in due governatori: quello di Nueva Castilla con a capo Pizarro e cquello di Nueva Toledo con a capo Almagro. Nei primi giorni del 1537 Almagro arriva ad Arequipa e reclama il possesso di Cuzco che non appartiene ai suoi territori. Pizarro, seguendo una politica di apparente continuità, nomina Manco Inca successore di Atahualpa, tenendolo praticamente prigioniero a Cuzco dove governano Juan e Hernando Pizarro. Manco Inca riesce a fuggire e do il via alla ribellione, assediando Cuzco, impossessandosi della fortezza di Sacsahuaman.

La ribellione assume carattere nazionale e i rinforzi inviati da Lima vengono annientati, ma alla fine la fortezza viene espugnata, con la morte di Juan Pizarro, e Manco Inca fugge prima a Yucay poi a Vilcabamba quasi nella selva amazzonica. Almagro entra a Cuzco nel momento in cui viene sconfitto Manco Inca, imprigiona Hernando e Gonzalo Pizarro dando inizio alla guerra civile. Si dirige sulla costa, fonda la città di Chincha, si incontra con Francisco Pizarro per stabilire una tregua in attesa dell’arrivo degli inviati del re, poi rientra a Cuzco, dove nel frattempo Hernando è riuscito a fuggire e lo affronta nella battaglia di Las Salina. Almagro viene sconfitto, arrestato, condannato a morte e garrotato l’8 luglio del 1538.

Gli almagristi si vendicano e uccidono Farncisco Pizarro a Lima in un’imboscata il 26 luglio del 1541.

La guerra civile prosegue con l’intervento di vari inviati del Re di Spagna e con alterne vicende di guerre e massacri, sino al 1548, anno della “pacificazione” operata da Pedro de la Gasca.

domenica 5 giugno 2011

I Conquistadores


I CONQUISTADORES

Gli spagnoli arrivano per la prima volta sulle coste occidentali dell’America del sud, proveniente da Panama, il 14 novembre del 1524, con una nave e 112 uomini, dopo un tentativo, fallito, effettuato nel 1522 da Pascual de Andagoya.

Il loro capo, don Francisco Pizarro, nato nel 1468 a Trujillo de Estremadura in Spagna, già dal 1504 risiede a Santo Domingo dove viene utilizzato quale soldato di ventura in numerose spedizioni sulla costa del Venezuela e della Colombia. Qui si distingue per la ferocia e le repressioni e viene nominato capitano dai governatori spagnoli del Caribe. Partecipa poi alla fondazione di Panama divenendone uno degli abitanti più ricchi.

Nel 1522 si associa con Diego de Almagro e il chierico Hermando di Luque per intraprendere la conquista del Perù, di cui si parla come del mitico regno dell’oro.

La prima spedizione arriva solo in Colombia e Pizarro si ferma a Chochama in attesa dei rinforzi di Almagro per poi iniziare, nell’ottobre del 1526 il secondo viaggio che lo porterà nel giro di un anno e mezzo fino alle foci del fiume Santa. E’ in questo viaggio che la banda di Pizarro raccoglie informazioni sulla reale esistenza degli Incas, sui dissidi interni, sulla guerra civile, sulle immani ricchezze accumulate, sulle debolezze militari e logistiche. Saputo quanto voleva, ritorna per preparare il terzo e decisivo viaggio.

La spedizione, composta da meno di 200 uomini e tre vascelli, lascia Panama all’inizio del 1531 e all’inizio del 1532 approda a Tumbes, poi si sposta a San Miguel dove fonda il primo avamposto spagnolo (San Miguel de Piura).

Raccolte informazioni sulla guerra fratricida tra Atahualpa e Huascar si muove praticamente indisturbata vero Cajamarca dove arriva il 15 novembre. Le spie informano Pizarro e Almagro che l’Inca è nei suoi bagni; Pizarro riesce subdolamente a farlo venire a colloqui nella piazza centrale e qui lo fa arrestare.

Atahualpa cerca di ottenere la libertà pagando un riscatto ingentissimo, ovviamente in oro, ma una volta ottenutolo, temendo una ribellione, gli avventurieri condannano a morte l’Inca e lo garrotano (strangolamento) il 26 luglio.

Un anno dopo, l’11 agosto del 1534, Pizarro marcia su Cuzco seguendo il cammino di Guainacapa e giunge nella città del sole il 15 novembre dello stesso anno dopo aver rapinato e massacrato tutti quelli che incontra sul suo passaggio.

sabato 4 giugno 2011

L'impero Incaico


L'IMPERO INCAICO

La vera svolta nell’evoluzione degli Incas avviene però intorno al 1420-30 quando la Confederazione di Chancas, composta da aggressivi guerrieri insediati nelle regioni tra Ayacucho e Huancavelica, attacca e si annette la zona a popolazione quechua della regione di Abancay, una sorta di stato cuscinetto, minacciando direttamente Cuzco. Nel 1438, anno considerato come quello del vero inizio dell’Impero Incaico, i Chancas iniziano l’invasione da nord del bacino del Cuzco.

L’imperatore regnante Viracocha e suo figlio Urco, erede designato, abbandonano il Cuzco e fuggono. I Chancas conquistano Andahualylas e poi si avvicinano alla capitale.

In questo frangente emerge la figura dell’altro figlio di Viracocha, Cusi Yupanqui, che organizza la resistenza e sconfigge in due scontri cruentissimi i Chancas, cacciandoli dal Cuzco e inseguendoli. Gli “orejones” (nobili privilegiati letteralmente “dalle orecchie grandi”), nonostante l’opposizione di Viracocha, nominano Cusi imperatore con il nome di Pachacutec Inca Yupanqui.

Durante il suo legno, durato 45 anni, si costruisce il Tahuantinsoyo (composto dal Collasuyo, il sud-est di Cuzco; Contisuyo, sud-ovest; Chinchasuyo il nord-ovest; Antisuyo, nord-est), ovvero l’impero Incaico, la massima espressione della cultura autoctona, autonoma e indipendente del Perù.

Pachacutec sconfigge Hatun Colla e così spalanca la penetrazione in quella che oggi è la Bolivia. Al ritorno, poi, conquista il Contisuyo (Arequipa) e di seguito la costa del Cile sino a Tarapaca, poi sconfigge gli Huancas della Sierra Centrale, i Chinchas della costa sud e successivamente gli abitanti di Pachacamac sulla costa centrale, conquistando il Chinchasuyo.

Le vittorie di Tupac Inca Yupanqui

Pachacutec nomina co-reggente il figlio Amaru, ma l’altro figlio, Tupac, già a capo dell’esercito vittorioso, conquista Chachapoyas, Cajamarca, l’Equador, alla testa di 20.000 soldati, spingendosi, sembra, sino alle isole Galapagos. Per ultimo sconfigge il Gran Chimu a Chan Chan, costringe il fratello a dimettersi e diventa imperatore per regnare 23 anni con la stessa valentia politica e militare del padre.

Col suo regno si afferma la conquista del Collasuyo.


Il regno di Huyna Capac

L’ultimo imperatore del regno unito, succede a Tupac e governa per 37 anni sino al 1525. Durante il suo regno l’impero raggiunge la sua massima espansione geografica, estendendosi per circa 5000 km da nord a sud con una popolazione valutata intorno ai 13 milioni di abitanti (alcuni dicono più di 25).

Huyna Capac doma le rivolte nel nord, in Ecuador e nel Collasuyo e si spinge sino in Colombia spostando le frontiere sul fiume Mayo. Usava risiedere lungo tempo a Quito, dove si dice che lo raggiunse la notizia che alcuni esseri bianchi e con la barba (gli spagnoli) erano apparsi da qualche parte.

Si ammalò e morì di vaiolo, malattia sconosciuta sulle Ande evidentemente trasmessagli dai bianchi, prima ancora che potesse vederli. Prima di morire fu costretto a nominare come suo successore il figlio Huascar.

Fine dell’impero

I personaggi centrali sono 3: Huascar, governatore della città di Cuzco; Atahualpa, governatore della città di Quito; Francisco Pizarro, capo della spedizione spagnola.

Tra i figli di Huyna Capac non corre buon sangue perché Atahualpa non accetta l’investitura del fratello Huascar e consigliato dai suoi generali, decide di spodestarlo militarmente.

Inizia così una sanguinosa guerra civile nel Tahuantinsuyo che termina con la sconfitta di Huascar, catturato e fatto prigioniero a Cuzco.

Mentre Atahualpa si dirige nella capitale imperiale a celebrare la vittoria, viene avvertito che gli spagnoli sono nuovamente sbarcati a Tumbes. Da Huamachuco, dove si trovava, ritorna a Cajamarca per controllare se i nuovi venuti sono uomini o dei. Convintosi facilmente della prima ipotesi si appresta a catturare gli intrusi, ma, per una fatale sottovalutazione della reale portata del nemico, viene a sua volta catturato e ucciso il 26 luglio del 1533. E’ la fine dell’Impero, di una civilizzazione, di una cultura e per certi aspetti di una intera popolazione.

venerdì 3 giugno 2011

Gli Incas: Leggenda e Storia

GLI INCAS, LA LEGGENDA E STORIA


L’origne degli Incas è misteriosa: nel mito più diffuso risale al 1.100 d.C. quando, secondo la leggenda, dalle acque del lago Titicaca uscirono i figli dei dio Sole, Manco Capac e sua moglie Mama Oclo, per civilizzare l’umanità, che viveva in condizioni barbare, con l’aiuto di una verga d’oro.

Ovunque la verga avesse fatto presa nel terreno, lì avrebbero edificato la loro città e il loro regno. Marciarono verso nord e la versa si unì al terreno a Cuzco.

La verità, o quella presunta tale poiché esistono numerose versioni sulla comparsa degli Incas, è molto più concreta e allo stesso tempo complessa.

Probabilmente si trattava di una casta sacerdotale, di origine Tiahuanaco, alle testa di una parte della popolazione di lingua quechua (in particolare dell’etnia Collas), giunta nella valle di Cuzco all’inizio del periodo degli stati regionali tardivi (circa 1.100 d.C.) prima come componente della confederazione di Cuzco, poi egemone, ma sempre limitatamente all’area del bacino di Cuzco.

Per un periodo di tempo di circa 300 anni questa situazione rimase sostanzialmente immutata e si succedettero le varie dinastie Inca, a partire da Manco Capac che regnò 40 anni e morì nel 1602. Gli successe il figlio Sinchi Roca e una dinastia cosiddetta dell’Hurin Cuzco (Cuzco basso) sino al 1321, quando un colpo di stato capeggiato da Inca Roca spostò la discendenza da Capac Yupanqui a sé stesso e al clan dell’Huanan Cuzco (Cuzco alto).